Letteratura

 La rivoluzione agricola La più grande fregatura della storia.

   circa 2,5 milioni di anni fa gli umani si nutrivano prendendo i frutti dalle piante o cacciando gli animali che vivevano e pascolavano intorno alla loro residenza. Non si ponevano il problema di dove provenissero i frutti nè come nascessero gli animali che li circondavano . Gli umani partirono dall'Africa Orientale e si portarono verso il Medio Oriente ,l'Europa , l'Asia ma dovunque si spostassero la loro vita si basava principalmente sulla raccolta della frutta o delle erbe che si trovavano lungo il loro cammino e attraverso la caccia degli animali che incontravano. Questo modo di essere cambiò all'incirca 10.000 AC fa quando l'homo Sapiens divenne molto esperto nel trattamento del suolo e nella gestione degli animali. Iniziò a prendersi in cura delle piantagioni e ad utilizzare la pastorizia. Avvenne la “Rivoluzione Agriculturale” che iniziò intorno al 9500 AC . I primi animali ad essere addomesticati si ebbero intorno al 9000 AC , gli alberi di oliva nel 5000 AC, i cavalli nel 4000 AC e l'uva nel 3500 AC. Alcuni animali e alcune piante furono successivamente rese domestiche, solo dal 3500 AC il processo divenne usuale in tutto il territorio. Attualmente il 90% delle calorie che l'umanità preleva dal cibo vengono dalle scelte effettuate dai nostri antenati circa 9500 AC. Il grano ,il riso , l'orzo , le patate , i fagioli tutti questi alimenti hanno origine a partire dal 9500 AC , negli ultimi 2000 anni nessun alimento nuovo è stato messo a disposizione dell'uomo. Se i nostri antenati erano cacciatori e raccoglitori di frutta, i nostri cugini sono agricoltori . Gli scienziati credevano che la rivoluzione agriculturale avesse avuta origine nel Medio Oriente , oggi sono d'accordo nel dire che l'agricultura è invece originata in qualsiasi parte del mondo allora abitato. La domanda che ci si pone è come mai la rivoluzione ebbe origine del Medio Oriente , in Cina e nell'America Centrale ma non in Australia ,AlasKa e Sudafrica. La maggior parte delle piante e degli animali non potevano essere facilmente gestite. L’umano ha quindi fatto una scelta molto intelligente prendendo in cura solo animali e vegetali che rientravano nelle loro capacità; gli animali giganteschi era impossibile gestirli così come quelli noti per la loro ferocia ed oltretutto delle migliaia di specie di cui i nostri antenati si nutrivano poche erano adatte per essere gestite in una” fattoria”. Tali condizioni determinarono le scelte territoriali. Gli scienziati affermavano che la rivoluzione agriculturale fosse stata un gran salto per l'umanità e sostenevano che il progresso avesse aumentato la capacità cerebrale degli umani e che l'evoluzione avesse prodotto una maggiore intelligenza negli uomini in quanto diventati capaci di interpretare i codici segreti della natura rendendoli idonei ad allevare animali e coltivare grano. Tale modo di pensare è solamente fantasia non viene in evidenza che le persone divennero più intelligenti.. I cacciatori conoscevano i segreti della natura molto prima della rivoluzione agriculturale poiché il loro modo di sopravvivere dipendeva da un'intima conoscenza degli animali che cacciavano e delle piante di cui abbisognavano. Piuttosto la vita che la rivoluzione generò fu più ardua e rese gli umani meno contenti di quanto non lo fossero in precedenza Secondo Yuval Noah Harari la rivoluzione fu la più grande fregatura della storia. Il Cacciatore-Raccoglitore spendeva la maggior parte del suo tempo in modo molto più stimolante e in modo più variato e vi erano meno problemi di frustrazione e di malattie. Gli uomini e le donne furono costretti a lavorare sotto un sole cocente ,sotto un freddo gelido poichè occorreva proteggere il grano dai vermi , dalle blatte o dagli insetti infestatori oppure dalle locuste ,difendere gli animali domestici dall’attacco dei predatori e quindi occorreva costruire le necessarie difese. Gli umani non si rendevano conto che questo modo di operare rendevano la generazione più debole perché non si utilizzavano più gli elementi base che li rendevano immune da molte malattie. Gli umani ben presto abbandonarono la vita pericolosa a cui erano abituati e abbandonarono la vita spartana di cacciatori e raccoglitori di cibo credendo di rendere la loro vita più piacevole. Tocchetti Giuseppe






                                 LA DONNA NELLA STORIA

 Nell’antico e primo codice del grande re Babilonese Hammuraby del 1776ac viene citato il collocamento giuridico della donna come un bene del possessore. Nell'antica Bibbia nel Deuteronomio 22 28/9 leggiamo: Se un uomo afferra una fanciulla vergine e giace con essa egli darà al padre della fanciulla 50 denari d'argento ,ed ella sarà sua moglie perché l‘ ha disonorata e non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. Stuprare una donna non era considerato un crimine bastava pagare. E la donna suo malgrado doveva soggiacere . Se un marito stuprava la propria moglie non commetteva alcun crimine ,il presupposto era che il marito possedeva la moglie come se fosse un osso da spolpare. Egli possedeva la sessualità della moglie. Quindi che un marito stuprasse la moglie era un fatto normale. Tale modo di pensare ancora oggi esiste in 53 paesi..Solamente nel 1997 in Germania fu reso illegale lo stupro da parte di un marito . Si pone una domanda: da che origina il mito dell’inferiorità della donna nella società ?. E’ la divisione tra gli uomini e la donna il frutto di una immaginazione? E’ una divisione che affonda le proprie radici nella biologia? Sfogliamo la storia : Prima della rivoluzione agricola la singola comunità era formata da un nucleo di persone molto contenuto ,si parla al di sotto della ventina, non risulta vi fossero distinzioni sociali tra i due sessi .La vita trascorreva all’interno del gruppo senza particolari problemi si cibavano di ciò che era nell’habitat scelto, una volta sfruttato si spostavano in cerca di un altro sito. Il loro cibo era tendenzialmente vegetariano e di tanto in tanto si cibavano di animali uccisi da altri animali. Una volta scoperto l’uso delle armi l’uomo si assentava dal gruppo per la caccia mentre le donne proteggevano e accudivano la prole e gli anziani. La comunità viveva libera senza particolari vincoli. Con la rivoluzione agricola la comunità diventa schiava della semina ,non può più muoversi liberamente ma diventa stanziale,perde il suo paradiso. Occorreva mano d’opera dedita,con continuità ,alla cura della terra posta a coltivazione. La maggior parte delle comunità si trasformarono in patriarcale e valutarono l'uomo più idoneo al lavoro nei campi e alla caccia, ma nessuna delle società antiche definivano il ruolo dell'uomo migliore di quello della donna. Le società patriarcali educavano gli uomini a pensare e ad agire in modo mascolino e le donne a pensare e ad agire in modo femminile. Solo successivamente il ruolo assegnato ai maschi ha preso maggior valore in quanto essi erano in grado di procurare gli alimenti e addestrati al combattimento per la difesa della comunità di appartenenza e da qui han preso poi anche la supremazia nelle attività politiche e sociali. Il pensiero comune che gli uomini siano più forti delle donne e che essi hanno usato il loro potere fisico per ridurre in sottomissione le donne è fallace. Ci sono due aspetti da mettere in risalto: affermare che gli uomini siano più forti delle donne è falso e riguarda solamente alcune tipologie di forze, invero le donne sono molto più resistenti alle malattie, alle fatiche e ai disagi di quanto non lo siano gli uomini. Ci sono donne che possono correre molto più veloce degli uomini e sollevare pesi di gran lunga maggiori di quanto possano fare gli uomini. Il tutto è dovuto alla divisione dei compiti che sono stati all'origine dei tempi suddivisi tra gli uomini e le donne . Quindi è un fenomeno legato a un fatto culturale. Nelle società agricole il dominio politico e sociale è legato principalmente a persone che abbiano una cultura maggiore rispetto agli altri ,piuttosto che ad una struttura muscolare. Nel crimine il capo non è il più forte ma è invece la persona in grado di poter gestire la malavita. Nel mondo dei scimpanzè il maschio Alpha , cioè il capo, non è il più forte ma è colui che con intelligenza è riuscito a coinvolgere maschi e femmine nell'accettare la sua gestione. E’ quindi da considerare che nella catena del potere la supremazia è determinata dalle facoltà mentali e dalle capacità sociali piuttosto che da una forza bruta . In natura esistono molti casi i di pareteticità tra maschi e femmine quali ad esempio la comunità degli elefanti o quella dei scimpanzè bonobo. Creare quindi le medesime opportunità di crescita culturale e la realizzazione di idonee strutture porrà in palese evidenza l’eguaglianza tra gli esseri umani. Giuseppe Tocchetti





                                    EMPATIA UOMO ROBOT

 Sarebbe opportuno insegnare ai ragazzi specialmente nella prima età il rispetto per le cose che lo circondano siano esse animate o non. La principale motivazione consiste nella certezza che nel prossimo futuro ,non lontano, saremo circondati da macchine pensanti molto vicine alle sembianze umane il che comporterà un rapporto uomo- macchina o uomo- robot molto articolato nonche complesso. Il mondo occidentale per il suo costrutto mentale presenterà un atteggiamento meno empatico di quanto potrà essere quello asiatico. Invero la religione shintoista permeata da un convincimento assiomatico nel vedere ogni oggetto come vivente ha con esso un rapporto paritario ,pertanto l'introduzione nell'ambiente che lo circonda di robot o macchine pensanti non genera problemi relazionali ,e stabilisce un rapporto empatico che per il mondo occidentale è impossibile concepire. Sostituire nell'assistenza dell'anziano la badante umana con una macchina pensante o robot rappresenta uno shock.Lo stesso, ma in misura minore ,potrebbe accadere anche in altri ambiti. Questo è il motivo per cui lo sviluppo dell'intelligenza artificiale applicata alle macchine pensanti è di gran lunga all'avanguardia nei paesi asiatici.. Occorre pertanto spingere i genitori ,i gestori dei ragazzi, la scuola ad insegnare il rispetto per le cose che circondano il ragazzo al fine di superare il gap che rende l'oggetto qualcosa che si può distruggere a meno che non abbia un valore affettivo o economico. Fare assistere da una macchina pensante o robot una scuola, una classe, un ragazzo ,una persona anziana sarà la norma nell’immediato ,occorre pertanto stabilirne i livelli di utilizzo. Utilizzare la macchina pensante per intrattenere i ragazzi di piccola età ,supponiamo in una scuola della prima infanzia, presenta aspetti completamente diversi se la stessa dovesse assistere un anziano. Il suo comportamento quindi dovrebbe essere orientato e quindi specializzato all'uso che se ne vuol fare . In una scuola primaria deve essere addestrato a rispondere o a dire cose che interessano i ragazzi raccontare una favola ,avere una voce suadente, essere tranquillizzante e potere avvertire eventuali disagi degli stessi. Se una macchina pensante ,un robot viene introdotta in un ambiente sanitario potrà sostituire un infermiere ,potrà essere di aiuto in una sala operatoria, potrà sostituirsi in attività di tipo operativo che non richiedano particolari conoscenze . Occorre osservare che la precisione da parte di queste macchine pensanti nello svolgimento delle funzioni sarà senza alcun dubbio di gran lunga migliore di quanto non lo possa essere un uomo. Supponiamo di voler introdurre una badante in assistenza ad una persona anziana si presentano quindi due elementi fondamentali : il rapporto che l'anziano potrà stabilire con la macchina pensante sarà sicuramente frutto della sua educazione ,del suo modo di vedere l'ambiente che lo circonda e di converso occorrerà che il robot o macchina pensante sia in grado di percepire, in tempo utile ,quali siano le aspettative dell'anziano. In ogni caso l'atteggiamento della macchina pensante o robot non può essere” general purpose” ma dovrà ,perlomeno in una fase iniziale, essere orientata alla nicchia in cui verrà utilizzato. 




                                                  Diritti Umani 

 Prima di affrontare l'argomento è opportuno fare alcune premesse che sono alla base della trattazione. Se esaminiamo i popoli,oggi esistenti , possiamo dividerli in mondo occidentale e mondo orientale. Il mondo occidentale, in virtù di una cultura "cristiana",afferma che la armonia sociale si raggiunge quando il maggior numero di persone condividono gli stessi ideali e sono armonici nel sostenerli. Occorre pertanto esaminare quali sono detti ideali :essi originano dalle tavole di Mosè, rivisitate dagli evangelisti e istituzionalizzati dai dottori della Chiesa. La rivoluzione introdotta nella comunità è consistita nel capovolgimento culturale d'intendere il rapporto dell'uomo con il divino .La Chiesa è al servizio dell'umanità e si pone come l'unica casa di accoglienza per tutti senza differenza di nascita. Se si parla di casa comune viene di conseguenza la condivisione di un modo di essere , d'intendere il rapporto tra le genti ,di mutua assistenza ,di difendere i deboli e di rispettare la propria libertà senza intaccare quella degli altri. Il mondo orientale,che si basa su culture quali "buddismo" "induismo" "taoismo" , pone come elemento fondante il benessere del singolo avulso dal contesto sociale e affonda le sue radici in un presupposto fatalistico conseguenza del principio causa-effetto. Il punto di vista islamico è un crocevia tra le due culture,contiene elementi propri e alcuni derivanti dalle due culture citate. Ciò premesso come possiamo definire il giusto modo d’ intendere i“Diritti umani”? Conciliare i due modi di vedere appare ardua impresa, imporre una visione non porterà certamente a risultati positivi ma solamente a guerre di religione. Ancora una volta nella storia dell'uomo sono le religioni a guidare il suo destino. In modo particolare lì dove sono anche religioni di Stato. Lo Stato laico in qualche misura tollera o sopporta o permette l'esistenza di modi di concepire alternativi a quello dominante . Fin quando le religioni non troveranno un modo di convivenza, un modo di condivisione di alcuni principi che siano accettati, la conflittualità sarà permanente. Disquisire di diritti umani è cosa estremamente complessa e difficile. Quali sono le parti comuni condivisibili da rendere disponibili a tutti e come discutere sulle differenze per cercare di trovare una soluzione ottimale? Possiamo noi conciliare il concetto acquisito recentemente della parità tra uomo e donna in un mondo islamico? Possiamo concepire le Caste che ancora oggi fanno parte di una vasta cultura orientale? E’ un problema di sviluppo culturale che potrà trovare soluzione nel tempo avvenire ma non potrà essere nè quella occidentale nè quella orientale occorrerà trovare un legge di diritti umani che sia condivisibile e sia applicabile . Facendo un flash storico ricordiamo il susseguirsi del concetto” Diritti Umani” a partire dagli Assiri che per primi ne definirono i principi per passare ai filosofi greci ,agli oratori romani , ai profeti ebrei agli evangelisti cristiani agli iman per non sottacere quelli di origine orientale a partire dal buddismo,taoismo e induismo. I diritti umani di cui oggi parliamo non saranno i diritti umani dei prossimi 50 anni. Come si potrà parlare di diritti umani quando l'uomo sarà un altra “COSA”, sarà un Cyborg, sarà un intelligenza artificiale,un ideogramma?. Tocchetti Giuseppe





Traslazione da Homo Sapiens a Homo Deus a Homo Daemonium

 Inizialmente il rapporto che esisteva tra gli umani e l'ambiente che lo circondava era animista. Gli umani avevano nella stessa considerazione sia il mondo vegetale ,sia animale che minerale. In molte religioni permane ancora questa convinzione. L'introduzione della rivoluzione agricola modifica radicalmente il rapporto tra gli umani e l'ambiente . Infatti la necessità emergente di gestire in maniera proprietaria sia il mondo animale che il mondo vegetale vanifica il concetto di pariteticità. L'homo sapiens aggrega gli animali che sono più docili e più facili per renderli “ domestici “ e pertanto li considera come una risorsa a sua disposizione. Per giustificare questo nuovo modo di intendere egli crea il concetto di “anima “. L'uomo ha una Eternità attraverso l'esistenza dell'anima che 'è una parte integrante del suo essere e la toglie agli altri giustificando così il suo predominio su tutto ciò che lo circonda sia animale che vegetale e che minerale. Con il progredire delle sue necessità l’Homo Sapiens costruisce strumenti per la coltivazione della terra,recinti ed oggetti per la difesa della proprietà. Realizza un ambiente completamente diverso da quello di provenienza, aumentando sempre di più la necessità di ottenere beni sufficienti per il suo sopravvivere. Lentamente acquisisce una capacità che lo renderà più vicino al concetto di “ essere diverso” dagli altri presenti sulla terra. Il passaggio al credere dell’esistenza di esseri divini fu dettato dalla esigenza di dover assegnare a quest’ultimi, a lui superiori, la non conoscenza degli accadimenti che lo circondavano. Con l'andar del tempo diminuendo il GAP tra le sue sempre più crescenti esigenze e la capacità di assolverle viene sempre di più ad aumentare la sua autostima.




                                                 lo sport 

 Quando ciascuno di noi osserva la gara di un campione,del recordman ,non si rende conto dei momenti antecedenti alla gara ,delle sofferenze che ha dovuto affrontare per raggiungere quei risultati Andare avanti e indietro tra i bordi della piscina per ore ed ore. Correre intorno ad una pista arancione. Lanciare un giavellotto. Lottare su un tatami. Il disperato tentativo di astrarsi dalla monotonia . La mente che cerca disperatamente degli appigli. Cercare di ripassare la storia, di aggrapparsi ad una frase inglese non capita tentativi per non farsi prendere dalla noia e abbandonare. Il tutto per pochi attimi legati ad una gara ,ad una competizione alla quale di norma si è comprimari ;non sempre si riesce ad emergere e pochi diventano noti; attenti significa che raramente è apparso un loro riferimento in qualche risultato sportivo. Chiudete gli occhi e trasportatevi in un ambiente chiuso o aperto,che sia, e ripetete ossessivamente gli stessi movimenti nel tentativo di perfezionare un singolo gesto, e ciò ora dopo ora, giorno dopo giorno ,anno dopo anno. Sport è l'abbreviazione della parola inglese” disport “che significa divertimento forma di svago ,che deve educare,formare i ragazzi ai valori e principi che sono alla base del comune essere insieme,e se deve essere la base di uno stile di vita occorrerebbe insegnare ai ragazzi un’ attività “sportiva “come abitudine quotidiana. Occorrerebbe pertanto inculcare nei ragazzi il piacere dell'attività sportiva senza che questa possa diventare un obiettivo alienante . I ragazzi sin da piccoli devono essere abituati a svolgere un'attività motoria quotidiana la letteratura moderna cita che in una settimana è buona norma svolgere un'attività “sportiva” intorno ai 30-40 minuti al giorno , ma mai superare questi limiti, in modo particolare con l'andare avanti dell'età. Molti vedono le competizioni sportive come una forma di spettacolo. Ma questi attori hanno vita breve ,come i gladiatori dell'antica Roma ,diverso è l'attore del teatro in quanto con il passar del tempo acquisirà una maggiore conoscenza , una maggiore bravura e questo in tutte le forme artistiche. Anche il guitto sopravvive nella speranza di poter continuare. Di converso quanti atleti sono andati in pessimo stato fisico,avendo stressato, lo stesso, oltre ogni ragionevole limite . Abbandonati gli sport agonistici soffrono di dolorosissime conseguenze come artrosi dell'anca, problemi femoro acetabolare, artrosi del ginocchio ,la calcificazione delle arterie coronarie con minacce di infarti o ictus . Probabilmente avranno avuto un compenso, pensiamo invece alla moltitudine di ragazzi che nel tentativo di emulazione per perseguire un risultato impossibile hanno sacrificato parte del loro futuro benessere. In vero superato un certo arco di tempo ,che mediamente, in tutte le attività sportive, si aggira intorno ai 30 anni restano con un pugno di mosche in mano non avendo approfondito gli studi ,non avendo imparato un mestiere. Si pensi ai giocatori di calcio: su un milione di attivisti diventano giocatori di livello in numero percentuale estremamente basso, incommensurabilmente basso. Quante giovani risorse gettate al vento! Lo sport deve essere divertimento , non può trasformarsi in un oggetto di piacere di un pubblico pagante. Si ponga attenzione che spesso questa pessima interpretazione dell’attività “sportiva”si trasforma, in tanti ,come una subdola droga dalla quale non si esce se non dopo un drammatico sfinimento. E’ una sfida contro i limiti che la natura ha loro “ donato” . Tocchetti Giuseppe  




                                                           la terra

 Ogni volta che si parla della nostra terra ascoltiamo molti luoghi comuni: i poeti descrivono una bellezza molto spesso frutto della loro immaginazione; i romantici vaneggiano tempi antichi quando si viveva in un ambiente più accogliente; le nuove leve di giovani i quali ,pur vivendo in ambienti angusti o in città invivibili, vivono immagini che la televisione offre loro. Tanti non hanno idea di che cosa sia veramente la Terra. Quanti dei giovani hanno potuto godere della vista di un ruscello pieno di vita quanti hanno potuto godere della vista di alberi pieni di fiori di pesco quanti hanno potuto osservare la civetta al mattino che si nasconde tra i rami o lo scoiattolo o la volpe e così uccelli che svolazzano da un albero a un altro. MOLTI non hanno goduto della vista di simile bellezza. Non ci si rende conto che i governanti hanno interessi molto lontani dal salvaguardare il mondo in cui viviamo. L'oligarchia ricca pensa solo a se stessa é un ”carpe diem“ continuo disinteressandosi del prezioso bene da lasciare in eredità alle future generazioni. Pertanto è molto interessante sapere che da qualche tempo esistono due importanti organizzazioni la prima e l'Intergovernamental Science Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services ( IPBS), la seconda organizzazione é l'Inter Governamental Panel on Climate Change ( IBCC ). La prima si preoccupa della biodiversità e dell’ ecosistema,mentre l’altra affronta problematiche connesse al cambiamento climatico. Per quanto attiene la biodiversità/ecosistema non sono solamente coinvolti le scelte politiche globali ma coinvolgono in modo massivo gli attori più vicini alla utilizzo del bene terra: ci si riferisce agli allevatori, agli agricoltori,alle fabbriche alimentari e a tutti gli operatori che hanno un impatto diretto e continuo con la natura vivente. Sorge, pertanto, immediatamente la differenza di intenti tra nazioni che hanno produzione e interessi diversi . Nel 1985 si stabilì che le industrie chimiche avrebbero dovuto provvedere alla salvaguardia degli strati di ozono e nel 1987 con il protocollo di Montreal furono messe le basi per un nuovo modo di utilizzo delle le risorse naturali. Ma solamente con il protocollo di Kyoto del 1997 furono presi accordi tra le nazioni per limitare i danni che la tecnologia imperante arrecava alla Terra come ad esempio il controllo dell’Ozono. Per quanto attiene invece la biodiversità/ecosistema per la prima volta se ne parlò nel 2012 .Vi sono molte ragioni che giustificano il modo diverso dell’approccio da parte del mondo scientifico verso la biodiversità/ecosistema in quanto mentre i cambiamenti climatici impattano visivamente e concretamente sugli aspetti umani non altrettanto si ha contezza per la biodiversità/ecosistema. Che interesse avrebbe la Cina a salvaguardare la tigre del Bengala e di converso quale interesse può avere l'India nel salvare il panda cinese?. Le politiche dei diversi paesi hanno un impatto notevole sulle scelte . Per tale motivo sono stati coinvolti circa 129 governi per la salvaguardia della biodiversità/ecosistema nel tentativo di trovare una via comune. per inciso l'uso indiscriminato dei pesticidi ha determinato la diminuzione massiva delle api dalla cui pollinazione dipendono moltissime coltivazioni. Per quanto attiene il problema sia del cambiamento climatico che della biodiversità/ecosistema ci sono circa 3000 scienziati che stanno cercando di mettere ordine in questa materia. Una pesante critica viene mossa al mondo politico e cioè di avere quasi bandito dalle proprie pianificazioni la soluzione delle problematiche evidenziate. Solo a partire dal 1977 si è cominciato a prendere in considerazione il numero totale delle specie esistenti, il numero delle specie messe sotto controllo e il numero delle specie destinate a scomparire. Ebbene nel 2017 a valle di tutte le rilevazioni fatte si verifica che il numero delle specie destinati a sparire erano in percentuale aumentate invece che diminuire. Gli scienziati sostengono che non vi siano abbastanza fondi per potere ridurre il GAP tra le specie salvate e quelle in fase di estinzione. E’ interessante riportare il grafico in cui si vede il processo evolutivo dal 77 al 2017 delle tre curve in oggetto:













                                                             il fuoco

 Non molto tempo fa intorno ad un braciere,dopo il rintoccare della campana al vespro, c'era un intero nucleo familiare: la nonna, i nipoti, il figlio, la nuora e recitavano il Santo Rosario. Era l'ora alla quale il nucleo si riuniva intorno all'unica fonte di calore ,che i tempi consentivano, le famiglie per la stragrande maggioranza non viveva nel benessere. Le case erano fredde e d'inverno l'umidità la faceva da padrona La nonna, nel suo fornello a carbone ,conservava” La Brace “ sempre viva per timore che si potesse spegnere il focolare. Compito del giovinetto, il più grandicello,era approvvigionare l’occorrente. Correva dal carbonaro ,colui vendeva il carbone, e si faceva dare la cosiddetta carbonella e il carbone. Il pagamento avveniva,di uso, settimanalmente ,in funzione della paga del genitore. Con questo sacchetto di carbonella e con un altro con del carbone nero , nero proprio nero, lo portava alla sua vecchia e saggia nonna. La nonna preparava” Il Braciere “,era un rito, non si potevano commettere errori. Si raccoglieva la cenere ancora calda dal fornello della cucina e si stendeva sul fondo di un artefatto, (in rame,o in ferro,o in coccio,) di norma circolare con bordi alti , poi sopra si metteva della carta in modo da accendere la carbonella e con un ventaglio si ravvivava la fiamma , Una volta che la carbonella avesse preso piede si aggiungeva di volta in volta un pezzo di carbone. In quel momento si radunavano intorno al fuoco-braciere, un po' infreddoliti, il nucleo familiare. Di tanto in tanto schizzavano delle scintille e la nonna suggeriva di non esser troppo vicini al braciere anche per non scaldarsi troppo.. Era un momento topico di raccoglimento. Di norma il genitore era fuori a trovare lavoro ,la mamma era presso i fornelli a preparare qualcosa per la sera. Compito della nonna trattenere i fanciulli e possibilmente anche i loro più stretti amici meno fortunati. Il gruppo dopo che fossero state recitate le preghiere iniziava a scambiare le notizie del giorno. I più piccoli ascoltavano attenti l ‘accadimento giornaliero e condividevano le ansie, le preoccupazioni, gli affetti, i dolori e così si saldavano i legami . Molto spesso interveniva la mamma a pilotare i discorsi in maniera tale da spingere i ragazzi alla obbedienza,al rispetto degli anziani alla tolleranza e all’OPERA BUONA del giorno. Le due figure ,nonna e mamma, erano Il Faro della loro minuscola comunità. Allorquando sull'andare avanti della sera Il braciere cominciava a perdere la sua vivacità il gruppo si portava al desco per la parca cena,per poi raggomitolarsi nelle tiepidi coltri. Le Lare della casa avevano provveduto a porre ai piedi del letto sotto le coperte un oggetto riscaldato dal focolare.. Con l'andare del tempo le abitudini e i costumi ,come naturale che sia, evolvono e prendono direzioni a volte positive e a volte meno. Ha sostituito l'aggregazione serale la televisione.. Lascia e Raddoppia ha rappresentato per molto tempo un richiamo del giovedì sera, i cinema bloccati ,gli spettacoli azzerati, tutti dinanzi al monitor a vedere Mike. Con l'andare avanti la televisione è diventata un elemento cardine della famiglia. Non ci si riunisce più. Tutti i giorni ciascuno con il proprio interesse segue la programmazione televisiva. Ne consegue che quella partecipazione attiva del nucleo è venuta a mancare .IL nuovo sistema Vitale ha comportato anche un altro fenomeno: fino a qualche tempo fa ci si riuniva all'ora di pranzo,o all'ora di cena ed anche quello era un caldo momento di raccoglimento ,oggi non è più così la televisione in comunione con altri tool elettronici sempre accesi rendono le persone curve in atteggiamento umile, sottoposti al tablet, al cellulare ,allo smartphone. Occorre inventare e forse creare un nuovo modo di aggregazione che non può essere il chattare. Gli umani si incontrino partecipino ad una vita di comunità. Il Fuoco nelle sue molteplici manifestazioni ha rappresentato un simbolo divino,un indiscusso elemento di sviluppo per la società, ma oggi non lo è!! Tocchetti Giuseppe





                                               Paesaggio perduto 

 Sul bagnasciuga una persona avanti negli anni è seduto e osserva il paesaggio : Il mare ondeggia e si infrange ai suoi piedi con una schiuma bianca e leggera, le onde si susseguono così come nella sua mente i ricordi antichi. Il paesaggio è quello di quando fanciullo giocava su questa spiaggia; il cielo è di colore giallo in alto, più rosso verso il basso e rende le acque del mare luccicanti e fluorescenti. E’ sera il sole discende lontano all'orizzonte,in cielo volano i gabbiani in cerca di cibo e di un luogo dove riposare. I ricordi ritornano: quando lungo questa spiaggia di colore nero , ferrosa ,dove sono sparse piccole pietre bianche che con la luce del sole che cala e quella della luna che appare le rendono tanti piccoli diamanti . Il loro luccicare crea un ambiente surreale. Il vecchio si ritrova lì dopo aver girovagato per il mondo, aver conosciuto altre culture ,altri luoghi ma è ritornato per rivivere la fanciullezza di quando inconscio del suo futuro correva lungo questa riva. Aveva una piccola barca che chiamava gozzo, una barca che ricorda nelle sue forme nei suoi colori e nel suo contenuto; di colore blu con i bordi superiori colore arancione, gli scalmi e i remi fatti per poter essere gestiti stando in piedi con le gambe a cavalcioni di una panca che attraversava la barca. Si remava in piedi in modo alternato. Non molto lontano vi erano molte rocce con un fondale roccioso. Era un dipinto di grande impatto e suggestivo. Sul fondale del gozzo tra i vari attrezzi da pesca c'erano un piccolo bidone con il fondo di vetro, delle aste lunghe di canna con diverse tipologie di terminali,uno di essi era simile ad una forchetta ricurva, serviva a issare in barca un particolare pescato. Allontanatisi dalla riva ed andando verso la scogliera si poneva al bordo esterno della barca il bidone e ci si piegava per vedere il fondale. IL vecchio lo ricordava pieno di vita, di luci ,di movimenti. Si trovavano gli sconcigli , delle conchiglie a forma di casco da fantascienza con tutte le sue protuberanze, con l'asta e con la forchetta si toglievano dal fondo e si portavano a bordo, all'interno aveva un frutto simile a quello di una lumaca terrestre ,molto buono, talloso e si poteva utilizzare in tanti modi nel suo cucinare. Fatto di molteplici colori variava dal giallo all'arancione dal bruno scuro al bianco con un suo pendulo terminale. Più avanti tra gli scogli si notava il riccio marino. Il riccio una sfera con tanti aculei di colore scuro, veniva preso sempre con lo stesso strumento poc'anzi descritto e si portava a bordo e si stava attenti a non essere punti. Veniva tagliato al centro e all'interno c'era un frutto arancione a forma di piccola stella filiforme, piccole strisce ,ed era un frutto molto appetitoso e dall'aspetto altrettanto gradevole. . Facendosi trasportare dalle onde si potevano incontrare altri frutti di mare ,delle lumachine che vivono in gruppo tra la sabbia e la roccia.Ma lo spettacolo più affascinante avveniva quando la fortuna dava la possibilità di incontrare il rancio fellone. Un granchio dalle possenti chele con una copertura corazzata, rappresentava il gladiatore del mare . Proseguendo si vedeva sfrecciare in fondo tra le rocce un polpo velocissimo, improvvisamente si blocca e si appoggia sulla roccia stendendo i suoi tentacoli il suo ciuffo superiore o testa emergeva dalla roccia, i suoi tentacoli, dai vari colori, con le ventose vi si abbarbicava e scivolava lentamente in attesa della preda. La scena che ricorda fu l'attacco del polpo al grancio fellone ,risultato di questa lotta è ignoto perché si nascosero all'interno di un anfratto delle rocce e dall'alto la battaglia non vide né vinti né vincitori . Ecco li in fondo naviga con i suoi molteplici colori il pinna di re, un pesce dalle dimensioni di un alice ma dai magnifici colori ,in basso bianco argenteo poi passa al verde con delle macchie scure poi all'arancione e poi ancora più su ad uno strato scuro . Scivola veloce tra le rocce non è mai in branco è sempre solo ed è una preda ambita per i pescatori perché dal gradevole sapore. Il mare in quel tempo tra quelle rocce offriva spettacoli inimmaginabili al giorno d'oggi in vero ora quel luogo è arido sporco pieno di plastica che naviga e galleggia tra le onde e disturba l'osservatore.Ricorda l’antica bellezza, gli antichi rumori, gli antichi suoni. Con la barca si procedeva ed ecco che appare sul fondo, uno scenario che non esiste più ,una stella marina di colore arancio tutta zigrinata come un pregiato ricamo. Chi avesse avuto la pazienza e la valentia di ricamare sulla stella tanti bellissimi effetti coreografici,era la domanda che balenava al piccolo pescatore. Ce ne sono altre ,questa è arancione ma altre marroni, altre ancora di colore più giallo una visione mozzafiato . Ancora proseguendo con la barca e guardando il fondale scorgeva sulla parete di una roccia un frutto molto garbato la patella, un disco di un centimetro o poco più di diametro abbarbicato alla roccia.Per poterlo staccare non era facile occorreva andare sul fondale e prenderlo infilando una lama da sotto e sollevare con forza. Diversi colori alla superficie con i bordi a volte celesti a volte grigi e all'interno nascondeva un frutto dall’aspetto ventoso molto buono . Attraverso il vetro improvvisamente tra le rocce quasi invisibile scorgiamo lo scorfano pesce apparentemente mostruoso in quanto è coperto da uno strato rugoso irto spinoso molto antipatico ma preda ambita . La sera continua ad avanzare e il cielo si fa sempre più scuro con colori sempre più intensi; i gabbiani continuano a volare . La roccia prima brillante per i raggi solari che la colpiva diventa più scura , il mare più scuro e nel cielo nuvole minacciose facevano la loro apparizione. Egli ricorda che i pescatori guardando il mare e il cielo ed auscultando il soffiare del vento la sera erano in grado di sapere se il giorno successivo sarebbe stato un giorno da pesca,e dunque se attrezzare le barche . La scelta più importante era quella di individuare il tipo di rete da usare in funzione della presenza di correnti,della loro direzione e forza e da non trascurare la presenza delle alghe che aggrappandosi alle maglie delle reti ne annullavano l’efficacia e a volte rendendole non più utilizzabili. Affascinante erano le azioni preparatorie delle nasse, esse erano delle ceste che davano la possibilità di entrare dal fondo da parte del pesce o dal polpo o da altri abitanti marini ma non potevano più uscirne; all'interno si mettevano dei residui appetiti dalla preda. La sera avanza, il buio diventa padrone , egli traccia nel suolo le orme e lentamente, affaticato dagli anni ,cammina e si allontana dai suoi ricordi per percorrere una nuova strada, la strada della vecchiaia, la strada della sofferenza che questi antichi ricordi lasciano il dubbio per ciò che ha perso, cioè di godere la bellezza di ciò che oggi non c'è più. È triste osservare un mare che anticamente offriva tanta bellezza e forse tanta povertà , ma rispettato, oggi pieno di pattume, pieno di distruzione, privo di quella bellezza della fauna e della flora antica in cambio di una vita migliore ,più lunga forse . Un giusto prezzo da pagare ? Tocchetti



                                            Povertà oro oligarchico 

 La più grande realizzazione è quella di aver creato la Poverta‘. All'origine non esisteva, la tribù godeva della ripartizione dei beni. I progenitori nelle loro caverne dividevano tutto,erano paritetici. All’ interno non esisteva Sudditanza. Il concetto della povertà ha iniziato a foggiarsi quando l'uomo è diventato stanziale e ha dovuto provvedere a creare una struttura manageriale. Bisognava che ci fosse chi coltivasse i campi,chi si occupasse della protezione dei beni,chi si dedicasse agli animali da addomesticare e da gestire e chi di conseguenza si dedicasse alla organizzazione del lavoro . La differenzazione dei compiti preluse alla nascita dei “ mestieri “che ha contribuito a creare l’ esigenza di una nuova forma di esistenza basata sul baratto. Quando si è dovuto stabilire cosa o come si potesse rappresentare lo scambio della merce ,mele-ferro di cavallo,ferro di cavallo-zoccoli di legno,ascia-mazza occorreva chi valutasse il rapporto tra i manufatti . Questa struttura doveva in qualche misura essere gestita e legiferata. Ecco partorire” un organo superiore” il quale gestiva il fabbro ,gestiva Il contadino ,gestiva e ripartiva i guadagni riservandosene una quota . Ma non è stato sufficiente . Nasce l'esigenza di una maggiore dipendenza della moltitudine delle persone coinvolte nei lavori manuali o intellettuali , al fine di un maggior rendimento globale,ad un sistema centrale di coordinamento. Nasce l’uomo Dio. Si inventa un Dio a cui è demandato il compito miracoloso di provvedere al benessere della comunità tramite un suo rappresentante temporaneo terreno. Tutto gli è dovuto e lui,circondato da una ben nutrita corte, elargisce a suo piacimento quanto necessita alla comunità. Ma ancora non è sufficiente. Per sostenere tale organizzazione occorre far sorgere le Religioni. Con esse l’oligarchia ha trovato la panacea per mitigare le privazioni dei meno abbienti. Nell’evolversi delle diverse civiltà si sono succedute religioni più o meno democratiche o totalitarie ma tutte avendo riguardo di raccomandare la tolleranza ,la sopportazione dei soprusi ,accontentarsi dello stretto necessario,essere eroici ,sacrificarsi per gli altri. Più privo di beni , più massacrato dalle prepotenze ,più torti ricevuti produrranno più meriti conquistati per ottenere alla fine dell’ esistenza terrena una nuova vita densa di felicità e benessere. Possibile che l'oligarchia volesse portare al suo livello il maggior numero di persone? Non potrà , ne vorrà farlo mai. L’oligarchia raggiunta la vetta del benessere accumula sempre di più per impedire che altri possano inquinare il loro ceto,e non essere più idonei ai loro bisogni. La magia da loro utilizzata è analoga a quella dell’usuraio scaltro e cioè non strozzare il debitore per impedirne la rivolta. Dunque elargire quanto strettamente necessario . Tra qualche tempo all'oligarchia non servirà più la gran parte dell’umanità per gestire il proprio benessere. Invero si prevede che nei prossimi quattro anni il 58 % delle attività verranno realizzate dall’ Intelligenza Artificiale per poi proseguire in forma esponenziale. La capacità di gestire” AI “ richiederà skill sempre più evoluti e costosi e quindi ricadrà nelle mani dell’oligarchia diventando essa sempre più elitaria. La Povertà regnerà sovrana,ovviamente una nuova e più evoluta forma di essa. L’arma vincente, per tenerla sotto controllo , sarà l’applicazione del malthusianesimo. Occorrerà quindi trovare un algoritmo che tenga conto del rapporto tra il numero necessario di persone, il numero necessario di attività legate all'intelligenza artificiale e la quantità e qualità di benessere che l’oligarchia riterrà opportuna. Pertanto detti : t unità oligarchica x unità umana y unità “AI” c costo di t a costo di x b costo di y si ha che: x deve produrre per t ; y deve produrre per x e t; t deve produrre y. Si avrà equilibrio quando ax + by +ct <= Budget designato dall’oligarchia All’aumentare di” c” deve diminuire” a” ,ritenendo” b” per sua natura costante , e quindi impoverire” x” o diminuirne la numerosità a vantaggio di “ y”. Una prospettiva di non alto gradimento per il ceto “x”. Il quesito di difficile ma non impossibile intuizione è materializzare il significato da dare alla nuova e geniale forma di Povertà. Tocchetti Giuseppe


                                             LA RICCHEZZA 

 Tralasciando il significato di ” Ricchezza “ in campo etico ,filosofico ,religioso ma approfondendo invece il significato che maggiormente riscontra attenzione e cioè la ricchezza concreta,ovvero tutto ciò che deriva dal possesso di danaro. Il quesito che si pone è : Può un non ricco parlare di ricchezza, può un ricco parlare di un non ricco ?., Quando il possessore di una Rolls Royce sale sulla sua macchina, guidata da un suo autista, ritiene l'azione cosa del tutto normale , non ha la sensazione di usufruire di un bene raro o unico ; il non ricco ha la conoscenza della sensazione che prova il ricco quando sale sull’auto? il ricco ha la sensazione di ciò che pensa di lui il non ricco nel momento che lo vede salire sulla macchina? Il non ricco si stupirebbe dell’’ indifferenza del ricco nel salire sul suo yacht, in quanto il possesso è un fatto acquisito e non gli dà nessuna nuova sensazione, per lui l’atto rientra nella normalità . Mentre per il non ricco quell' accesso lo renderebbe particolarmente felice e nel suo immaginare ritiene che sia lo stesso anche per il possessore. Ma non è così. Per il non ricco la conquista giornaliera della sua sopravvivenza è una forte carica adrenalitica accompagnata di sovente anche da grosse frustrazioni. Quali possono essere le frustrazioni o le sofferenze del ricco quando tutto diventa routinario ,quando non arriva più l'iniziale piacere, l'iniziale novità? Molto probabilmente chi possiede la ricchezza dovrà trovare degli stimoli per godere appieno dei beni che possiede ; di converso il non ricco ha una quotidiana necessità di sopravvivenza quindi è nella sua natura lo stimolo alla conquista, lo stimolo all'ottenimento di qualcosa che potrebbe renderlo soddisfatto di se stesso. Chi possiede ricchezza questo stimolo viene a scemarsi ? Egli deve penetrare nell’intimo della sua natura umana alla ricerca di qualche motivazione esistenziale?. Quali sono le sue aspirazioni: comprare un quadro di Van Gogh per milioni di euro? comprare uno yacht ancora più grande? avere ???? Il potere della ricchezza materiale è palesemente un'arma in mano a pochi. Il possessore di un'azienda in ogni momento a suo piacimento può decidere la sorte di tanti che lavorano e producono per la sua ricchezza e per la loro sopravvivenza. D'altra parte il concetto di ricchezza è insito nella natura umana. In una parabola di Gesù il ricco a suo piacimento ha potuto pagare i suoi lavoranti a seconda del suo punto di vista, della sua necessità di incrementare la sua ricchezza. Al lavorante la cosa appare particolarmente ambigua . Mentre per il ricco è normale. Tutto potrebbe cambiare nei prossimi anni con l’immissione massiva dell’Intelligenza Artificiale (AI







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